Restauro Metalli Archeologici

Argenti

Il bicchiere d’Argento

bicchiere d'argento

Bicchiere d’Argento

Nell’agosto 1975, la Fondazione Ligabue di Venezia inviò al Centro di Restauro una serie di frammenti, definiti bronzei, che si riteneva potessero appartenere ad un unico oggetto, di fonna da definirsi, ma che, alla luce dei tentativi di ricostruzione grafica, poteva essere identificato in un bicchiere con base piatta e leggera svasatura all’orlo.

Processo di restaurazione

Anfora argentea di Baratti

vaso argento

Anfora argentea di Baratti

Un restauro particolare

Un intervento discutibile dal punto di vista etico, ma eccezionale per i risultati ottenuti, sia scentifici che estetici

 

Processo di restaurazione

Bronzi

Minerva di Arezzo

minerva di arezzo

Minerva Di Arezzo

Guarda lo slideshow del restauro

Grandi bronzi del museo Archeologico di Firenze

Testa di cavallo

Testa di cavallo

Busto

Busto

Capolavori del mondo antico,che ancora oggi meravigliano, oltre che per la bellezza, per la loro perfezione tecnico-fusoria .

Lo studio della tecnologia di realizzazione documenta la straordinaria bravura dei fonditori antichi, che, con mezzi limitati ed arcaici, hanno creato opere impareggiabili .

Bronzi dorati di Cartoceto

Bronzi dorati di Cartoceto

Bronzi dorati di Cartoceto

Un grande intervento di restauro , con particolari problemi di pulitura, di ricostruzione , assemblaggio

Processo di restaurazione

Importanti reperti di bronzo restaurati al C.d.R.

Lupa di Fiesole

Lupa di Fiesole

 Efebo di Napoli

Efebo di Napoli

Candelabro di Cortona

Candelabro di Cortona

Testa di Arsinoe

testa di Arsine

Testa di Arsinoe

Una tipologia di “pulitura”che varia il tradizionale colore della “patina”,ma restituisce alla figura la delicatezza del modellato originale…

Processo di restaurazione

Apollo di Salerno

Apollo di Salerno

Apollo di Salerno

L’obiettivo primario dell’intervento condotto sulla testa bronzea di Apollo presso il “Centro di Restauro” di Firenze della Soprintendenza ai Beni Archeologici della Toscana, è stato quello conservativo,ponendo rimedio tanto al degrado causato dai fenomeni corrosivi provocati dalla presumibile giaci tura in mare, quanto a quello derivante dal precedente intervento di restauro degli anni Trenta. Nel contempo abbiamo potuto ottenere utili informazioni per ricostruire il tipo di tecnica usata per la sua fabbricazione.

Processo di restaurazione

Bronzi di provenienza marina

Bronzi di Riace

Bronzi di Riace
Bronzi di Riace

Il merito della scoperta, come è noto, fu di Stefano Mariottini, un chimico di Roma in vacanza a Monasterace Marina (a pochi chilometri da Riace). Nella mattinata del I6 agosto I972, durante un’immersione per caccia subacquea con due cugini presso la scogliera sommersa localmente detta Porto Farticchio, antistante la contrada Agranci di Riace Marina , egli vide “qualcosa che assomigliava vagamente a un gomito e braccio umano”: scavò nella sabbia mettendo in luce la statua in bronzo a cui apparteneva quel braccio e individuandone un’altra a breve distanza. Lasciato sul posto un pallone di segnalazione, il Mariottini ritornò ancora ad immergersi nel pomeriggio con i parenti: subito gli fu chiara l’importanza del rinvenimento.I   modi in cui si sviluppò la segnalazione alla Soprintendenza della Calabria hanno radici in un intervento di ricerca sottomarina effettuato pochi anni prima, nel I969 e I970, su un relitto scoperto a Porticello di Villa San Giovanni, nello Stretto di Messina. Non disponendo di strutture e personale specializzato in grado di condurre una ricerca archeologica sistematica, in quella occasione il Soprintendente Giuseppe Foti, promosse (dopo una fase di saccheggi e poi di recuperi operati da privati) un intervento di ricognizione e tutela compiuto dal Nucleo Subacquei della Legione Carabinieri di Messina, con la collaborazione di alcuni appassionati subacquei di Reggio Calabria e Villa San Giovanni: ne derivò l’instaurarsi di un rapporto di fiducia che portò ad altri recuperi subacquei, e facilitò lo stabilirsi del contatto tra il rinvenitore e la Soprintendenza accelerando l’intervento di quest’ultima

La spada con fodero da Naxos

Spada di Naxos

Spada di Naxos

Fortuitamente localizzata da un sommozzatore appassionato di archeologia, rapidamente recuperata dai fondali il 30 Marzo del 1991, fu portata  dal Museo di Naxos al Centro di Restauro di Firenze il 31 Marzo del1992. L’intervento di restauro permise di recuperare sia il reperto che le informazioni scientifiche che questo racchiudeva.

Processo di restaurazione

Torso di Brindisi

torso di Brindisi

Torso di Brindisi

La consolidata esperienza del Centro di Restauro della Soprintendenza Archeologica per laToscana nel campo degli interventi di conservazione e d’indagine su grandi bronzi antichi, hafatto sì che il Ministero per i Beni Culturali e Ambientali affidasse alle cure dei Centro stesso

Processo di restaurazione

Togato di Brindisi

togato

Tesoretto di Rimignano

Tesoretto di Rimignano

Tesoretto di Rimignano

Il tesoretto di Rimigliano: indagini analitiche preliminari e pulitura

S.Siano1, M. Miccio2, P. Pallecchi2 

1) Istituto di Fisica Applicata “Nello Carrara”, Consiglio nazionale delle Ricerche, Firenze

2) Soprintendenza per i Beni Archeologici della Toscana, Firenze

Processo di restaurazione
maggio: 2019
L M M G V S D
     
 12345
6789101112
13141516171819
20212223242526
2728293031