Ratto di Proserpina

Indagine autoptica- metallurgica e tecnologica su una statuetta in lega di rame raffigurante il ratto di Proserpina

da Gian Lorenzo Bernini

 A cura di

Marcello Miccio

Responsabile del laboratorio Chimico Sezione” Metalli”

Centro di Restauro Archeologico Soprintendenza Archeologica per la Toscana FIRENZE

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Indagine autoptica e tecnologica su una statuetta in lega di rame raffigurante il ratto di Proserpina (da G.B. Bernini )

 

 

ratto di Proserpina

 

ratto di Proserpina

 

 Descrizione:  statuetta in lega di rame , patinate in bruno scuro, di 35 cm di altezza

Tipo di indagine: indagine autoptica con stereomicroscopio, rilevamento delle Eddy Current, , sezione metallografica, test sulle patine,osservazione dei segni di lavorazione,rifinitura, riparazione, tipologia del getto e della terra di fusione. (Loto)

Osservazioni e prove tecniche

Mi è stato chiesto di individuare, se possibile, il periodo storico di realizzazione di un “bronzetto” raffigurante il Ratto di Proserpina da Gian Lorenzo Bernini

Premetto che l’indagine da me effettuata non contempla assolutamente nessun riferimento artistico ma solo uno studio prettamente tecnico-metallurgico ben sapendo che ogni periodo storico ha avuto una sua maniera di realizzazione, se non nella sostanza del lavoro , bensì su una moltitudine di particolari più o meno importanti , ma spesso rivelatori

La prima fase dell’osservazione consiste nell’individuazione del tipo di patina che si trova sull’oggetto,se ne controlla lo spessore,l’omogeneità e la composizione.Si accertano le metodologie di rifinitura,di rinettatura e si cerca di individuare il tipo di utensile usato.

Altro particolare importante sono le saldature, la loro tipologia e il genere di lega usato per eseguirle ( brasatura dolce o brasatura forte). Si studia la tecnica di fusione, diretta o indiretta, lo spessore , l’omogeneità del getto , le eventuali ricolature e il tipo e il sistema di riparazione delle imperfezioni. Per confermare i dati acquisiti con l’osservazione di questi particolari visibili con uno stereomicroscopio ci si avvale di un sofisticato apparecchio che misura la conducibilità dei metalli e segnala ogni piccola differenza di composizione o strutturale da una zona ad un’altra ( Eddy-Current).

Questo test ci fornisce anche una indicativa composizione della lega ( per confronto con standard di leghe simili). La composizione della lega è un dato molto importante , anche se non sempre probatorio perché sappiamo con certezza che fin dai tempi più antichi (greci, romani , etruschi, egizi e fino al tardo Rinascimento) hanno usato leghe diverse in periodi diversi che nella maggior parte dei casi rientravano negli standard che per vari motivi: tecnici, economici ecc. erano in uso in quel momento

Atri due fattori importantissimi per caratterizzare il periodo storico di realizzazione un bronzetto sono: la terra di fusine (loto) e i chiodi distanziatori, elementi a volte determinanti per le attribuzioni temporali

Ho eseguito anche due metallografie per individuare il livello di corrosione naturale interdentitrica che in molti casi da risposte oggettive e inconfutabili ( ciò avviene solitamente per oggetti di foggiatura di almeno tre o quattro secoli o con composizioni particolari)

ratto di Proserpina

 

ratto di Proserpina

 

Alcuni valori delle Eddy-Current: in zone diverse dati molto simili e omogenei

 

ratto di Proserpina

 

Metallografie. Si nota appena un pò corrosione intercristallina. L’oggetto ha subito una seconda fase di riscaldamento dopo la gettata

 

CONCLUSIONI

 

Dopo aver cercato di spiegare a grandi linee il tipo di studio effettuato sul bronzetto raffigurante il “Ratto di Proserpina”, posso riferire, non la mia idea o convinzione, ma ciò che oggettivamente ho appreso dall’indagine autoptica e dai risultati strumentali .

La lega è un 85-5-5-5( rame 85% stagno, piombo, zinco 5%) Analisi semiquantitativa eseguita al S.E.M. confermata dai valori medi delle Eddy- Current. Questo tipo di lega entra prevalentemente in uso corrente a metà del diciannovesimo secolo in molte fonderie europee e viene mantenuta fino a pochi decenni fa. La terra di fusione non è sicuramente rinascimentale, ma è il normale impasto usato anche questo dal diciannovesimo secolo in poi , formato da una parte di gesso spento, una di quarzo (sabbia) e una di gesso idrato che funge da legante. Altro dato importante è la totale assenza di filamenti organici carbonizzati ( cardatura di lana, crine, vegetali vari) quasi sempre presenti nelle terre rinascimentali. I chiodi distanziatori, che stranamente sono stati lasciati, sono comuni chiodi da carpentieri, di produzione industriale, poco corrosi. La patina e costituita in maggioranza da solfuro di rame ed è stata fatta a caldo (le metallografie lo confermano) con Solfuro di Potassio (in gergo: fegato di Zolfo) Tale metodo, anche se con qualche variante, era usato anche nel  primo Rinascimento ed è usato tuttora. Le rifiniture molto grossolane, sono eseguite con lime “moderne”, certamente non seicentesche. ( il tipo di incisione rilasciato dagli utensili su statue del Verrocchio, Ghiberti; Donatello. Danti, Rustici, Antico, Gianbologna è molto diverso). Ci sono segni di riparazioni, ma è difficile stabilire se sono contemporanei alla foggiatura o sono restauri eseguiti in seguito da qualche maldestro restauratore.

L’osservazione dei prodotti di corrosione al microscopio metallografico dimostra che c’è un accenno di inizio di corrosione intercristallina e infracristallina, ciò manifesta che il reperto non è sicuramente “nuovo” cioè non è un falso costruito recentemente e poi invecchiato artificialmente come spesso accade, ma è un oggetto che, visti i dati sopra esaminati e altre piccole sfumature poco documentabili, ma rilevanti, sono propenso a considerare il Ratto di Proserpina una copia eseguita non prima della metà del diciannovesimo secolo.

febbraio: 2020
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